Alpheus & Arethusa
Spettacolo per danza, teatro e musica
Preludio
Alpheus domina e vivifica la valle disegnata.
Da lontano il suo continuo scorrere e lottare quasi non si vede.
La terra, inesorabile, presidia i suoi confini e ne insidia la purezza.
Lungo gli argini la contiene, nel suo fondo la sovrasta.
Sulle sponde, quel giorno, Arethusa si liberava nel fango. Lo rigettava mentre in lei si costituiva.
Finalmente aprì un viso.
La maschera di fango, che prima lo teneva, cadde in acqua provocando una gran melodia.
Alpheus la prese e la vide.
La Maschera di Fango
Che prodigioso fatto!
Per la prima volta Alpheus conobbe nel fango un’armoniosa forma, negativo di bellezza.
Vi guardò dentro Alpheus, cercando e riflettendo.
Seppur forse scherzo della natura, decise di indagare la simmetria che la maschera suggeriva.
Nulla di paragonabile scorse altrove.
Indispettito si avviluppò, mentre la maschera dissolveva e precipitava nel suo profondo.
Perfetta sua Immagine
Eppure Arethusa era lì, pronta ad immergersi totalmente in lui, sedotta dalle ferme e limpide acque.
Presto danzò e con esse giocò.
Mentre si muoveva svelava e plasmava la perfetta sua immagine.
E ancora Alpheus si avvitava, immerso in pensieri di speranza e delusione.
Torbide Acque
Un richiamo, un pizzico, un solletico scosse il fiume. Alpheus ne volle dapprima ignorare il fastidio.
Spazientito, iniziò ad avvitarsi per risalire la corrente.
Lì pietrificò: l’armonia cercata si dispiegava di fronte, in lui, e dentro lui si agitava sempre più bella.
Si racchiuse piccolo ad ammirarla.
Ma la sua presenza tesa innervosì il leggero danzare di lei.
Ella si agitò, quindi Alpheus che reagì.
Le acque, improvvisamente mosse, impaurirono Arethusa che si strappò via da lui.
Alpheus la perdette e non l’accettò.
L’abbraccio Incompiuto
Il fiume uscì fuori di sé sbaragliando la terra che gli si opponeva.
Divenuto altro, la braccò tanto veloce da raggiungerla.
Prossimo a lei volle stringerla piano, ma abbraccio dopo abbraccio ritrovò solo sé stesso.
La Fine
Annebbiato come risveglio, la fine e la luna trovò.
Uniti nell’Oblio
Oltre tutto, fuori ogni cosa, lontano da logica, i due si ritrovarono a danzare fluidi, così vicini da sembrare gemelli, così distinti da apparire simmetrici.
L’oblio li pervadeva e attendeva, loro l’oblio.
Per sempre li dissero insieme.
Daniele Marranca